2014
100 x 100 cm
marmi, specchio fumè, 63 m di tubi di silicone e pvc

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Un ritratto per raccontare ciò che è invisibile agli occhi.
Quest’opera è nata dalla riflessione attorno al tema del RITRATTO, in occasione della collettiva presso la galleria EContemporary di Trieste: “Ri-Tratti” appunto (dicembre 2014 – febbraio 2015).

Una tematica ampia, scelta per riflettere sulla società contemporanea e le relazioni con il sé e con l’altro: il ritratto contemporaneo non può essere chiuso e incasellato in un’unica identità, in un colore preciso o in una realtà certa.
L’umanità di oggi è destinata all’incrocio: di popoli, etnie, culture. Per questo nel mio lavoro ho voluto far emergere la mescolanza, dove l’identità non è data dal colore. È un’identità meticcia in continua evoluzione, che apre infinite possibilità e trasformazioni su una base che è sempre la stessa, l’umano.
Ho cercato di esprimere questo concetto attraverso la presenza dei tubi nel mosaico che, grazie alle loro diverse gradazioni di trasparenza, creano dei quadrati di colori diversi, anche se la base è sempre la stessa. La stessa miscela di bianco, nel confronto e nel contrasto con i tubi che le stanno sopra, assume sfumature sempre nuove, sempre differenti.

Se il ritratto dipendesse solo dal desiderio di vedersi rappresentati basterebbe una semplice fototessera. La differenza che compie l’artista è quella di mettere nel ritratto una componente invisibile agli occhi.
Al centro dell’opera c’è uno specchio che non è fatto per specchiarsi – infatti è tagliato ed è color fumé –, ma chi ci si trova di fronte può comunque riconoscersi. Attorno, con le tessere-tubo, ho tracciato i quadrati che restituiscono la forma e l’effetto di trasparenza dello specchio, ma vanno oltre lo specchio. In questo modo invito l’occhio a guardare attorno allo specchio, a quello che è simile, ma è altro da sé. Di diverse grandezze, i quadrati sembrano uno dentro l’altro, ma ce n’è uno che esce fuori.